sabato 26 settembre 2015

Tappa 0: Roma - Norcia


Meno male che ho fatto la prova, il fatto che ci vada tutto non vuol dire che sia di un peso sopportabile. Ho passato la mattinata a togliere cose dallo zaino, a spostarle da una tasca all'altra e a togliere le targhette dai vestiti, tutto pur di eliminare anche solo 1 grammo. Alla fine ho deciso che andava bene così e, zaino in spalla, sono arrivata alla stazione Tiburtina. Stranamente il treno regionale per Spoleto era puntualissimo e sono persino riuscita a sedermi e a mettere lo zaino sul sedile accanto al mio. Arrivata a Spoleto ho trovato facilmente il biglietto dell'autobus per Norcia, sono persino riuscita a mangiare, e ho preso l'autobus alle 14:00 precise. Come speravo, forse perché ho fatto un po' pena per il peso dello zaino, più di qualcuno mi ha chiesto se dovevo fare il cammino, e questo è servito ad avere qualche dritta sulla fermata di Norcia e soprattutto tanti in bocca al lupo. Arrivata al monastero benedettino di Sant'Antonio a Norcia è iniziata per me la parte emotivamente più difficile. Bussare a un portone che non è quello di Monte San Martino e trovarsi di fronte una Madre Priora che non è sr Roberta  è stato un colpo allo stomaco. Dopo aver lasciato lo zaino in stanza sono uscita per andare a visitare la città; sono andata alla basilica di San Benedetto e dopo una passeggiata per le stradine che costeggiano la chiesa ho fatto apporre il primo timbro sulla mia credenziale per dare ufficialmente il via a questa avventura.

Alle 18 ho deciso di partecipare alla celebrazione dei vespri insieme con le sorelle del monastero; non immaginavo che loro decidessero di invitarmi all'interno del coro e quindi della clausura, a pregare insieme. Un tuffo nel passato. In fondo ogni monastero benedettino è uguale all'altro. In ogni monastero c'è una Sr Beatrice, anziana ma piena di tempra; c'è una suor Carmela tuttofare, mi è persino sembrato di sentire la voce di suor Teresa durante il canto. Ho avuto qualche momento difficile ma poi la sensazione di pace e di accoglienza ha avuto la meglio. Dopo vespro sono tornata in paese per cenare alla trattoria "ArManicomio", un posto folle e non solo per il nome: a partire dall'arredamento tutto era casareccio persino il proprietario/cuoco/cameriere che tratta i clienti come persone di famiglia. Una serata perfetta all'insegna della cordialità e dello spirito di accoglienza dei pellegrini. Ora che sono le 22:30 dirò compieta nella mia stanzetta e poi chiuderò gli occhi per prepararmi alla prima vera tappa di questo cammino. Per ora direi che chi ben comincia è a metà dell'opera. Da Norcia è tutto ci sentiamo domani. Buona notte...


1 commento:

  1. Non so perché ma questo tuo cammino mi incuriosisce. Ti seguirò su FB. Buon cammino!

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