mercoledì 30 settembre 2015

Tappa 4: Da Leonessa a Rieti


Anche oggi tappa di riposo. Stamattina mi sono svegliata a Leonessa con la gamba che mi faceva ancora male e ho quindi deciso di prendere l'autobus per Rieti, saltando la tappa di Poggio Bustone. Viaggio da dimenticare. La prima mezz'ora tutta curve e tornanti con l'autista che pensava di essere al gran premio, me la sono vista brutta, ma per fortuna non mi sono sentita male. Sono arrivato a Rieti alle 10, alla stazione sono finalmente riuscito a trovare un punto informazioni Cotral, non è che mi siano stati molto da aiuto, però è già qualcosa. Mi sono quindi diretta al B&B "la terrazza fiorita", praticamente una casa aperta agli ospiti. Inizialmente mi ha anche un po' inquietato, era come se chiunque potesse entrare e uscire senza avvisare. Devo dire invece che è molto accogliente e, passata la prima impressione, mi sono sentita a casa. Ho lasciato lo zaino e ho fatto un giro per Rieti e sono andata in cattedrale per mettere il timbro sulla credenziale, non trovando nessuno, ma trovando il timbro, ho fatto da me. Spero valga uguale. Il resto della giornata è passato abbastanza lentamente. Ho comprato un panino, sono tornato a casa, ho mangiato, ho dormito e ho persino guardato la partita delle ragazze del volley...

martedì 29 settembre 2015

Tappa 3: Da Colle del Capitano a Leonessa


Oggi tappa di riposo nel vero senso della parola. Stamattina mi sono alzata all'agriturismo Colle del Capitano e non riuscivo a mettere un passo per via del dolore alla gamba. Dopo aver fatto una colazione spettacolare: vi dico solo che c'erano tre tipi di biscotti, due tipi di latte, cinque marmellate, e una torta tutto rigorosamente fatto a mano da Piera, suo marito Carlo è stato così gentile da accompagnarmi in macchina a Leonessa. Quindi in pratica il mio cammino oggi si è interrotto, ma non per questo non ho visitato tutto ciò che c'era da visitare. Prima che a Leonessa, Carlo ha voluto portarmi a Monte Leone a fare un giro del paese. Peccato che come spesso accade in Italia, il paese fosse praticamente morto, tutto ciò che c'era da visitare, pur essendo mattino, era in realtà chiuso e non accessibile. È un vero peccato perché passeggiando per le stradine del borgo si poteva immaginare la bellezza interna dei monumenti. Ma tant'è.

lunedì 28 settembre 2015

Tappa 2: Da Cascia a Monteleone (Colle del capitano)


Allora iniziamo col dire che il concetto di facilità, di saliscendi, di fatica, è evidentemente opinabile. Tappa iniziata nel migliore dei modi con un'ottima colazione, un'ottima compagnia, Gianni, Stefania e Alessandra sono stati carinissimi anche questa mattina tanto da accompagnarmi giù a Cascia per farmi risparmiare un paio di chilometri. Arrivata a Cascia sono dovuta tornare su in basilica per far apporre il timbro sulla credenziale. A questo punto mi sono incamminata direzione Monteleone di Spoleto, anzi più precisamente Colle del Capitano. La prima grande sorpresa è stata dover percorrere il sentiero di Santa Rita: un viottolo che si addentra nel bosco e di fatto costeggia la montagna. Mancava solo la pietra parlante e poi sarebbe stato in tutto e per tutto il bosco incantato di Fantaghirò. Perciò, ovunque voi siate, chiunque voi siate, qualunque cosa voi stiate facendo, mollate tutto e fatevi accompagnare a Cascia per questo tuffo nella natura. E ve lo dice una che ha paura delle altezze, abituata al sole, al mare e alle strade larghe, che prende storte ogni passo, e che ha sempre il terrore di cadere ma che per le due ore di percorso non ha fatto altro che sorridere, fotografare, ascoltare i suoni del creato, e ringraziare il Signore. Giunta alla fine del sentiero, superato il fiume corno, ho fatto la mia solita sosta mela. Sbucciare e tagliare una mela con un coltellino svizzero è una esperienza che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita: fa molto film di cowboy!

domenica 27 settembre 2015

Tappa 1: da Norcia a Cascia


Eccomi qua. Arrivata quasi sana e salva a Cascia, più precisamente in località Valle Tezze in questo agriturismo fantastico di cui vi parlerò dopo. Cominciamo la cronaca della giornata. Sveglia alle 6:30 per partecipare alle lodi mattutine con le sorelle del monastero di Sant'Antonio. Bella atmosfera con qualche differenza rispetto a come sono sempre stata abituata. Dopo la messa sono salita in camera a preparare lo zaino e mi sono messa in cammino. La prima ora l'ho praticamente passata a litigare con il mio sacco a pelo che non voleva saperne di restare attaccato allo zaino, cercando di capire quale temperatura avrebbe fatto nella mattinata e di conseguenza, fermandomi ogni 10 minuti a togliere uno strato di dosso. Piccola parentesi, il vero problema di fare da sola un cammino di questo tipo è uno e uno solo: tutte le volte che prendere o lasciare qualcosa nello zaino hai bisogno di toglierlo dalle spalle e rimetterlo su da sola, con tutto quello che ne consegue. Comunque, dopo un'ora, un'ora e mezza di rodaggio sono andata più spedita verso la meta salvo poi dovermi fermare alle 12:30 perché già non ce la facevo più. Inutile negare che ho avuto dei momenti di sconforto, in alcuni casi ho anche pensato di tornare indietro, ma visto che la strada percorsa era di più di quella da percorrere ho preferito proseguire. Per una come me che viene dal Salento in cui il punto più alto è rappresentato dalle dune in spiaggia, il paesaggio è stato decisamente la cosa più affascinante.

sabato 26 settembre 2015

Tappa 0: Roma - Norcia


Meno male che ho fatto la prova, il fatto che ci vada tutto non vuol dire che sia di un peso sopportabile. Ho passato la mattinata a togliere cose dallo zaino, a spostarle da una tasca all'altra e a togliere le targhette dai vestiti, tutto pur di eliminare anche solo 1 grammo. Alla fine ho deciso che andava bene così e, zaino in spalla, sono arrivata alla stazione Tiburtina. Stranamente il treno regionale per Spoleto era puntualissimo e sono persino riuscita a sedermi e a mettere lo zaino sul sedile accanto al mio. Arrivata a Spoleto ho trovato facilmente il biglietto dell'autobus per Norcia, sono persino riuscita a mangiare, e ho preso l'autobus alle 14:00 precise. Come speravo, forse perché ho fatto un po' pena per il peso dello zaino, più di qualcuno mi ha chiesto se dovevo fare il cammino, e questo è servito ad avere qualche dritta sulla fermata di Norcia e soprattutto tanti in bocca al lupo. Arrivata al monastero benedettino di Sant'Antonio a Norcia è iniziata per me la parte emotivamente più difficile. Bussare a un portone che non è quello di Monte San Martino e trovarsi di fronte una Madre Priora che non è sr Roberta  è stato un colpo allo stomaco. Dopo aver lasciato lo zaino in stanza sono uscita per andare a visitare la città; sono andata alla basilica di San Benedetto e dopo una passeggiata per le stradine che costeggiano la chiesa ho fatto apporre il primo timbro sulla mia credenziale per dare ufficialmente il via a questa avventura.