domenica 4 ottobre 2015

Tappa 8: da Subiaco a Roma :(


Per ora il mio percorso si interrompe qui. Stamattina ho deciso di fermarmi perché bisogna ascoltare il proprio quando urla "basta" come ha fatto il mio in questi giorni, l'obiettivo era arrivare a Subiaco ed è stato raggiunto; tutto quello che è accaduto oggi è stata pura Grazia. 
Ieri sono crollata nel mio sacco a pelo alle 22:00. Stamattina sveglia alle 7:30 per le lodi prima e una splendida colazione poi. Dopo essere tornata su per sistemare lo zaino avevo deciso di scendere al sacro Speco per la messa e per aspettare Marzia e gli altri pellegrini che hanno inaugurato oggi la nuova tappa del cammino tra Mandela e Subiaco. Invece anche oggi cambio di programma in corsa...alle 10:00 sono arrivati dei ragazzi da Roma per partecipare a una lectio divina tenuta da Sr Maria Pia Giudici, una giovane di 93anni, fondatrice della Casa di San Biagio, capace di parlare al cuore dei suoi uditori con una chiarezza e una lucidità che in pochi hanno. A quel punto, spinta anche dalla curiosità di approfondire la conoscenza di Luisa, una donna speciale che mi ha conquistata con la sua missione in Madagascar, sono rimasta e ho fatto un salto indietro nel tempo: lectio, meditatio e deserto erano cose che non facevo dai tempi dei campi scuola. Finito il momento di meditazione abbiamo celebrato l'eucarestia in compagnia di Don Roberto, un sacerdote che potrebbe essere definito di frontiera, con la sua casa famiglia per ragazzi di strada che cresce ogni giorno di più e che aiuta tanti ad affrontare le croci che gli vengono date e a riempire i propri "buchi" con l'amore di Cristo. Era tanto che una messa di quasi un'ora e mezza non mi coinvolgeva così tanto da non perderne neanche un passaggio.

sabato 3 ottobre 2015

Tappa 7: Da Mandela a Subiaco (fino a San Biagio)


Oggi giornata intensa, tanto intensa che faccio fatica a mettere insieme i pezzi.l, le sensazioni e le emozioni, ma ci provo lo stesso. Stamattina sveglia al Febinn (per maggiori info vedere post di ieri) con una dolcissima e quanto mai abbondante colazione preparata ovviamente da Marzia. Ore 10:00 usciamo insieme per dirigerci all'inaugurazione delle Grotte di San Benedetto che venivano riaperte oggi dopo moltissimo tempo. Vedere come a pochi km da Roma ci siano siti storici e naturali come questo ti fa davvero capire che dormiamo su una miniera d'oro e che se solo lo capissimo potremmo campare di prepotenza culturale (scusate, divagazione politica, si vede che sto per tornare a casa!). Comunque belle le grotte, bella l'atmosfera di amicizia che si respirava e bella anche quella sensazione di essere un piccolo pezzetto di un progetto più grande. All'ora di pranzo ho preso l'autobus per Subiaco, arrivata in città però mi sono rifiutata di prendere quello per Jenne che mi avrebbe avvicinato ai monasteri e ho deciso di farmela a piedi, non prima di aver mangiato un panino in un parchetto sull'Aniene e di aver preso un caffè (nonché aver fatto un po' di pubblicità al cammino) al "giardino del ponte" in compagnia dei due ragazzi che lo gestiscono, accoglienti e gentili. A quel punto mi sono messa in cammino sulla via dei monasteri, prima fermata Santa Scolastica che purtroppo non ho potuto visitare perché chiusa. Dopo di che mi sono incamminata nel tratto più impervio in direzione Sacro Speco...

venerdì 2 ottobre 2015

Tappa 6: Da Orvinio a Mandela


L'avevo detto ieri che oggi mi aspettavano altre sorprese e infatti così è stato. Ennesimo cambio di programma in corsa. Stamattina dopo essermi svegliata aver fatto una colazione splendida preparata da Simonetta, che mi ha anche regalato la medaglietta del cammino, sono uscita a fare una passeggiata per Orvinio. Qualche goccia d'acqua e le chiese anche stavolta chiuse, non mi hanno impedito di carpire la bellezza di uno dei "borghi più belli d'Italia". Altra chiacchierata con Robera, la proprietaria del ristorante "vini e cucina" dove sono andata a mangiare ieri sera, e poi via a preparare lo zaino per partire con Marzia alla volta di Mandela. Il programma originale della giornata prevedeva l'arrivo a Mandela per l'ora di pranzo e la partenza per Subiaco poco dopo. Ma anche oggi non avevo fatto i conti con l'Oste. La simpatia contagiosa di Marzia, la sua disponibilità, la voglia di approfondire la sua conoscenza e di passare più tempo con lei, l'imminente inaugurazione delle grotte di San Benedetto, mi hanno convinta, in meno di mezz'ora, a passare la giornata e la notte a Mandela.

giovedì 1 ottobre 2015

Tappa 5: da Rieti a Orvinio


Più che tappa, sarebbe corretto chiamarla giornata 5. Vi ho già raccontato di come la mia gamba non mi consente di camminare ma di come io non abbia intenzione di interrompere questo cammino non prima di essere arrivata a Subiaco. Ebbene se il diavolo fa le pentole, come fa i coperchi la Provvidenza non li fa nessuno! Ma andiamo con ordine. Stamattina la vulcanica Rita mi ha accompagnato alla scoperta di un pezzo della "Rieti Sotterranea" praticamente una città sotto la città che lei, con il benestare di alcuni proprietari è riuscita a rendere percorso visitabile a tutti. Un'esperienza interessante, sia per l'aspetto storico e culturale in se, sia per le riflessioni che ci hanno suscitato in una delle nostre lunghe chiacchierate. Verso mezzogiorno sono andata alla stazione per prendere l'autobus per Orvinio, peccato che io l'abbia perso (e ancora non mi capacito s come sia accaduto) a quel punto momento di sconforto, le opzioni che avevo davanti erano due: tornare a Roma e dichiarare la resa; dormire un'altra notte a Rieti e riprovarci domani...ovviamente avevo fatto i conti senza l'Oste.

mercoledì 30 settembre 2015

Tappa 4: Da Leonessa a Rieti


Anche oggi tappa di riposo. Stamattina mi sono svegliata a Leonessa con la gamba che mi faceva ancora male e ho quindi deciso di prendere l'autobus per Rieti, saltando la tappa di Poggio Bustone. Viaggio da dimenticare. La prima mezz'ora tutta curve e tornanti con l'autista che pensava di essere al gran premio, me la sono vista brutta, ma per fortuna non mi sono sentita male. Sono arrivato a Rieti alle 10, alla stazione sono finalmente riuscito a trovare un punto informazioni Cotral, non è che mi siano stati molto da aiuto, però è già qualcosa. Mi sono quindi diretta al B&B "la terrazza fiorita", praticamente una casa aperta agli ospiti. Inizialmente mi ha anche un po' inquietato, era come se chiunque potesse entrare e uscire senza avvisare. Devo dire invece che è molto accogliente e, passata la prima impressione, mi sono sentita a casa. Ho lasciato lo zaino e ho fatto un giro per Rieti e sono andata in cattedrale per mettere il timbro sulla credenziale, non trovando nessuno, ma trovando il timbro, ho fatto da me. Spero valga uguale. Il resto della giornata è passato abbastanza lentamente. Ho comprato un panino, sono tornato a casa, ho mangiato, ho dormito e ho persino guardato la partita delle ragazze del volley...

martedì 29 settembre 2015

Tappa 3: Da Colle del Capitano a Leonessa


Oggi tappa di riposo nel vero senso della parola. Stamattina mi sono alzata all'agriturismo Colle del Capitano e non riuscivo a mettere un passo per via del dolore alla gamba. Dopo aver fatto una colazione spettacolare: vi dico solo che c'erano tre tipi di biscotti, due tipi di latte, cinque marmellate, e una torta tutto rigorosamente fatto a mano da Piera, suo marito Carlo è stato così gentile da accompagnarmi in macchina a Leonessa. Quindi in pratica il mio cammino oggi si è interrotto, ma non per questo non ho visitato tutto ciò che c'era da visitare. Prima che a Leonessa, Carlo ha voluto portarmi a Monte Leone a fare un giro del paese. Peccato che come spesso accade in Italia, il paese fosse praticamente morto, tutto ciò che c'era da visitare, pur essendo mattino, era in realtà chiuso e non accessibile. È un vero peccato perché passeggiando per le stradine del borgo si poteva immaginare la bellezza interna dei monumenti. Ma tant'è.

lunedì 28 settembre 2015

Tappa 2: Da Cascia a Monteleone (Colle del capitano)


Allora iniziamo col dire che il concetto di facilità, di saliscendi, di fatica, è evidentemente opinabile. Tappa iniziata nel migliore dei modi con un'ottima colazione, un'ottima compagnia, Gianni, Stefania e Alessandra sono stati carinissimi anche questa mattina tanto da accompagnarmi giù a Cascia per farmi risparmiare un paio di chilometri. Arrivata a Cascia sono dovuta tornare su in basilica per far apporre il timbro sulla credenziale. A questo punto mi sono incamminata direzione Monteleone di Spoleto, anzi più precisamente Colle del Capitano. La prima grande sorpresa è stata dover percorrere il sentiero di Santa Rita: un viottolo che si addentra nel bosco e di fatto costeggia la montagna. Mancava solo la pietra parlante e poi sarebbe stato in tutto e per tutto il bosco incantato di Fantaghirò. Perciò, ovunque voi siate, chiunque voi siate, qualunque cosa voi stiate facendo, mollate tutto e fatevi accompagnare a Cascia per questo tuffo nella natura. E ve lo dice una che ha paura delle altezze, abituata al sole, al mare e alle strade larghe, che prende storte ogni passo, e che ha sempre il terrore di cadere ma che per le due ore di percorso non ha fatto altro che sorridere, fotografare, ascoltare i suoni del creato, e ringraziare il Signore. Giunta alla fine del sentiero, superato il fiume corno, ho fatto la mia solita sosta mela. Sbucciare e tagliare una mela con un coltellino svizzero è una esperienza che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita: fa molto film di cowboy!